Diritto del Lavoro

Ore di sostegno scolastico negate o ridotte: cosa hanno deciso i giudici nel 2026 e come può tutelarsi la famiglia

Nel 2025-2026 TAR e Consiglio di Stato hanno confermato con forza: le ore di sostegno previste nel PEI non possono essere ridotte per carenze di organico o vincoli di bilancio. Scopri cosa dice la giurisprudenza più recente e come può agire concretamente la famiglia — anche a Trani e in provincia BAT.

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Avv. Filippo Papeo

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Tempo di lettura: 5 Min

Ore di sostegno scolastico: i giudici danno ragione alle famiglie. Cosa cambia nel 2026

Se hai un figlio con disabilità e la scuola ha assegnato meno ore di sostegno rispetto a quelle previste nel Piano Educativo Individualizzato, sappi che la legge — e la giurisprudenza più recente — stanno dalla tua parte. Negli ultimi mesi, tra il 2025 e il 2026, TAR, Consiglio di Stato e Tribunali ordinari hanno emesso una serie di decisioni che rafforzano in modo significativo il diritto all'istruzione degli alunni con disabilità, respingendo ogni tentativo di tagliare il sostegno per ragioni economiche o organizzative. A Trani, come nel resto d'Italia, questa è una battaglia che molte famiglie stanno affrontando — e che si può vincere.

In questo articolo analizziamo i principali orientamenti giurisprudenziali del biennio 2025-2026, spieghiamo cosa significano nella pratica e illustriamo i passi concreti che una famiglia può seguire quando le ore di sostegno vengono negate o ridotte rispetto a quanto stabilito nel PEI.

Cosa ha stabilito la giurisprudenza più recente sulle ore di sostegno?

Nel 2025 e nel 2026 si è consolidato un orientamento giurisprudenziale chiaro e coerente. Il TAR Campania, con sentenza n. 3324/2025 del 22 aprile 2025, ha riaffermato l'obbligo di rispettare le ore di sostegno indicate dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo) e recepite nel PEI. Il diritto al sostegno prevale sui limiti di bilancio e sugli organici insufficienti.

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 1321 del 1° luglio 2025, ha ribadito che le ore di assistenza indicate nel PEI non possono essere arbitrariamente ridotte e che il diritto all'istruzione delle persone con disabilità — tutelato dagli articoli 2, 3 e 34 della Costituzione — non può essere compresso per ragioni di bilancio. Questi orientamenti si fondano su un pilastro giurisprudenziale consolidato: la sentenza n. 80/2010 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale qualsiasi norma che fissi limiti massimi assoluti ai posti degli insegnanti di sostegno, proprio perché tale limite sacrifica un diritto fondamentale.

Chi decide quante ore di sostegno spettano a tuo figlio e chi può ridurle?

Il numero di ore di sostegno viene determinato dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo), un organo collegiale che include il dirigente scolastico, i docenti, i genitori, gli specialisti dell'ASL e altri operatori. Il GLO elabora il PEI (Piano Educativo Individualizzato) sulla base delle effettive esigenze dell'alunno, della documentazione clinica e delle osservazioni in itinere. Le indicazioni del GLO sono vincolanti: la giurisprudenza ha più volte chiarito che il dirigente scolastico non può assegnare ore in misura inferiore rispetto a quelle stabilite nel PEI, nemmeno per ragioni di vincolo finanziario o carenze di organico.

Questo significa che, se la scuola comunica che non ci sono abbastanza insegnanti di sostegno disponibili o che il budget non lo consente, tale motivazione non è giuridicamente valida per ridurre le ore previste. Il problema di organico è un problema dell'amministrazione scolastica, non un diritto che può essere trasferito in capo all'alunno disabile.

Cosa può fare concretamente la famiglia quando le ore di sostegno vengono negate o ridotte?

Se le ore assegnate non corrispondono a quelle previste nel PEI, oppure se il PEI stesso è stato redatto in modo inadeguato rispetto alle reali esigenze del bambino, la famiglia ha a disposizione diversi strumenti di tutela. Ecco i passi principali da seguire:

  • Chiedere la revisione del PEI all'interno del GLO, portando documentazione aggiornata (relazioni cliniche, valutazioni specialistiche, relazioni scolastiche).

  • Inviare una diffida formale al dirigente scolastico e all'Ufficio Scolastico Regionale, specificando il numero di ore previste nel PEI e contestando la riduzione.

  • Presentare ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale), impugnando il provvedimento che riduce le ore o il PEI redatto in violazione delle indicazioni del GLO. Il TAR può pronunciarsi in via d'urgenza, con effetti immediati sull'anno scolastico in corso.

  • Agire davanti al Tribunale Ordinario in caso di discriminazione: la mancata assegnazione di ore adeguate può configurare una condotta discriminatoria ai sensi del decreto legislativo 216/2003 e della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

  • Rivolgersi a un avvocato per valutare tempi e modalità del ricorso, che devono essere calibrati rispetto all'anno scolastico in corso per garantire un'utilità concreta al provvedimento.

La tempistica è fondamentale: prima si agisce, maggiore è la possibilità che il ricorso produca effetti concreti nell'anno scolastico in corso.

Questo problema riguarda anche le famiglie della provincia BAT?

Sì. I casi di riduzione delle ore di sostegno rispetto al PEI riguardano famiglie su tutto il territorio nazionale, compresa la provincia di Barletta-Andria-Trani. I meccanismi di distribuzione delle risorse scolastiche, gestiti attraverso gli Uffici Scolastici Regionali, producono spesso situazioni di carenza che ricadono sui singoli istituti e, a cascata, sugli alunni più fragili. La via del ricorso amministrativo è percorribile ovunque in Italia, e i principi stabiliti dalla giurisprudenza si applicano in modo uniforme a prescindere dalla regione o dalla provincia di residenza.

Per una famiglia residente nel territorio di Trani e della provincia BAT, è importante rivolgersi a un professionista che conosca sia le dinamiche del contenzioso amministrativo scolastico sia le specificità del territorio, potendo così costruire un ricorso efficace e tempestivo. La valutazione preliminare del caso — verificare la documentazione in possesso, il PEI in vigore, le comunicazioni già scambiate con la scuola — è il punto di partenza indispensabile.

Hai bisogno di una valutazione del tuo caso? Contatta lo Studio Legale Fanelli a Trani

Lo Studio Legale Fanelli, con sede a Trani, grazie all'ausilio dell'avv. Filippo Papeo competente in diritto scolastico, segue famiglie che si trovano a dover difendere i diritti dei propri figli con disabilità in ambito scolastico, anche attraverso ricorsi al TAR e azioni civili. Se tuo figlio ha ricevuto meno ore di sostegno rispetto a quelle previste nel suo PEI, o se stai riscontrando difficoltà a far valere i diritti riconosciuti dalla legge e dalla giurisprudenza, puoi richiedere una prima valutazione del tuo caso. Scrivi a: legalefanelli@libero.it in alternativa: legalepapeo@gmail.com ; oppure compila il modulo di contatto sul sito: riceverai un riscontro diretto dall'avvocato, senza intermediari.

Ogni situazione è diversa e merita un'analisi attenta. Prima agisci, più ampi sono i margini di tutela per tuo figlio.

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