Continuità del docente di sostegno: cosa cambia per le famiglie nel 2026/2027
Per un alunno con disabilità, cambiare ogni anno l'insegnante di sostegno può far perdere progressi costruiti con fatica. Per questo la normativa più recente consente alla famiglia di chiedere che il docente di sostegno supplente venga confermato anche per l'anno successivo.
Per l'anno scolastico 2026/2027 il Ministero ha diffuso le indicazioni operative con la nota del 26 marzo 2026 (prot. n. 7766). In questa guida spieghiamo quando la richiesta è possibile, chi decide e perché il PEI è il documento da controllare con più attenzione.
Su quale norma si basa la richiesta di continuità del docente di sostegno?
La possibilità nasce dall'art. 14 del D.L. n. 71/2024, convertito dalla Legge n. 106/2024. La procedura è stata poi regolata dal Ministero con il D.M. n. 32/2025 ed è aggiornata ogni anno con note operative, come quella di marzo 2026. L'obiettivo è garantire all'alunno una figura di riferimento stabile.
Bisogna chiarire subito un punto: non si tratta di un diritto automatico della famiglia. La conferma riguarda i docenti supplenti (a tempo determinato) su posto di sostegno. Dipende inoltre da una valutazione nell'interesse dell'alunno e da condizioni amministrative, come la disponibilità del posto dopo le operazioni di mobilità e immissione in ruolo.
Chi può chiedere la conferma e chi decide?
La richiesta parte dalla famiglia (o da chi esercita la responsabilità genitoriale). Viene poi esaminata dal GLO, il Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione, di cui i genitori fanno parte. Il dirigente scolastico, sulla base di questa valutazione, propone la conferma. Anche il docente deve essere d'accordo e avere i requisiti richiesti.
Richiesta scritta della famiglia, entro i tempi indicati dalla scuola.
Valutazione del GLO, motivata e messa a verbale.
Proposta del dirigente scolastico.
Disponibilità del docente e possesso dei requisiti previsti dalla normativa.
Posto di sostegno ancora disponibile nelle fasi successive delle nomine.
Cosa deve verificare la famiglia nel PEI?
Il PEI (Piano Educativo Individualizzato) è il documento che descrive obiettivi, interventi e risorse per l'alunno. Il modello nazionale è previsto dal D.I. n. 182/2020, modificato dal D.I. n. 153/2023. Nella verifica finale, di norma entro giugno, il GLO indica anche la proposta di ore di sostegno per l'anno successivo.
Controlla che il verbale riporti in modo chiaro la richiesta di continuità e il parere del GLO, con le motivazioni educative. Verifica poi che le ore proposte siano coerenti con i bisogni descritti nel profilo di funzionamento. Un PEI generico o incompleto rende più difficile far valere i diritti dell'alunno, anche in un eventuale contenzioso.
Cosa si può fare se la continuità o le ore di sostegno vengono negate?
Prima di tutto chiedi copia del PEI e dei verbali del GLO, se necessario con un'istanza di accesso agli atti. Se la conferma non arriva per motivi amministrativi, come la mancanza del posto, la situazione va esaminata nel singolo caso. Il diniego non va mai valutato "a voce": servono documenti.
Se le ore indicate nel PEI non vengono poi assegnate o garantite, la legge prevede strumenti di tutela. Tra questi c'è l'azione contro la discriminazione delle persone con disabilità (L. n. 67/2006), che si propone davanti al giudice competente, per il nostro territorio il Tribunale di Trani. Il contenzioso scolastico richiede tempi rapidi e una documentazione ordinata, perché l'anno scolastico non aspetta.
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